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“IL PICCOLO MARAT” Libretto in tre atti di G. Forzano (Ediz. Sonzogno)
Prima rappresentazione, Roma: Teatro Costanzi, 02/05/1921
ATTO PRIMOLa scena raffigura una piazzetta. Nel mezzo un ponte sul fiume e, a destra, le mura di un vecchio convento adibito a prigione. Si leva, in una sera d'autunno, il malinconico canto dei prigionieri. Improvvisamente giungono correndo un giovane Sanculotto e una fanciulla, Mariella. Sono inseguiti dalla folla inferocita che vuole strappare dal braccio di lei il paniere con il cibo destinato al Presidente del comitato rivoluzionario, detto l'Orco. La folla ha fame e inveisce contro gli sfruttatori del popolo, mentre le Guardie rivoluzionarie (i “Marats”) tentano di riportare l'ordine. Appare l'Orco il quale daà ordine che siano denunziati i colpevoli di sfruttamento e gli incettatori che girano la città. La folla indica Mariella e il giovane. La fanciulla, timida e spaurita, è la nipote dell'Orco: interrogata da costui, afferma di non aver fatto nulla di male: passando con il suo paniere davanti alla bottega del fornaio è stata assalita dai popolani affamati. L'atmosfera è drammatica: la folla non accenna a calmarsi. A un tratto il gio-vane - che prudentemente, durante l'inseguimento aveva gettato nel fiume gran parte dei viveri contenuti nel paniere - mostra quel poco ch'è rimasto, riuscendo in tal modo a sedare il tumulto. Egli chiede poi di essere arruolato fra i “Marats” e la folla, ormai placata, si dispone ad assistere alla cerimonia. Dopo il giuramento, il Capitano ordina al giovane di montare la guardia davanti alla prigione, mentre l'Orco invita i cittadini a tornare alle loro case. Una Spia, prenderà nota, per ordine dell'Orco, dei capi della sommossa i quali saranno arrestati. Per vuotare le prigioni c'è un sistema rapido: cioè quello di far salire su una barca carica d'esplosivo i detenuti. Giunge il Carpentiere a mostrare il modello dell'imbarcazione che affonderà al momento opportuno. E' agitato, si rifiuta di sapere a che cosa serva il battello che gli hanno ordinato di costruire. Entra un ufficiale del Generale Kléber - il Soldato - seguito dall'ordinanza. Consegna all'Orco una protesta contro l'amministrazione della giustizia locale: l'Orco si dice pronto a giustificare il proprio operato. Ora, attraverso la grata della prigione, il giovane Sanculotto, fa chiamare la principessa di Fleury, la quale, stupita, riconosce nel “Piccolo Marat”, il proprio figlio. Dal fiume si leva il canto dei prigionieri che s'imbarcano per il fatale viaggio. Approfittando dell'oscurità, madre e figlio si abbracciano attraverso l'inferriata: il “Piccolo Marat”, il principino, giura di salvare la madre.
ATTO SECONDOIn casa dell'Orco, Mariella accende il fuoco. Il Carpentiere, stravolto, giunge e supplica la ragazza di ottenergli dallo zio la remissione della condanna che lo ha colpito. Entrambi ricordano insieme i giorni felici nei quali c'era la pace. Ora, però, tutto è mutato: nella città l'Orco e il suo fedele aiutante, il “Piccolo Marat”, spargono il terrore. Il Carpentiere, agitatissimo, dice alla ragazza di aver rivelato al Soldato le iniquità dei tiranni. I furti e l'uccisione dei prigionieri. Mariella giura di non tradirlo. Entra il “Piccolo Marat” il quale rimprovera il Carpentiere di essere venuto a chiedere la grazia, contro i regolamenti; ma, a un tratto, dopo averlo tratto in disparte gli dice che lo farà graziare se si terrà pronto, sotto al ponte, con una barca al calar della notte. Un Portatore di ordini reca alcuni fogli con le liste dei condannati; mentre Mariella prepara bottiglie e bicchieri per i membri del Comitato rivoluzionario che dovranno riunirsi di lì a poco, il “Piccolo Marat” nasconde in tasca uno dei fogli. Entrano l'Orco e i suoi aiutanti: il Ladro, la Tigre, la Spia. Alla loro presenza saranno poi introdotti alcuni prigionieri ai quali verranno tolti gioielli e denaro. Fra questi è la Principessa di Fleury che si rifiuta di dire il proprio nome. L'Orco, furibondo, sta per scagliarsi contro di lei, ma il “Piccolo Marat” lo trattiene: rimandi, egli dice, la donna in carcere, là potrà essere identificata. Ancora una volta giunge il Soldato a chiedere ragione all'Orco del suo crudele comportamento. Accusato di essere nemico di Robespierre, il Soldato verrà trascinato per ordine dell'Orco verso il fiume. Prima di uscire l'Orco ordina alla nipote di ritrovare a tutti i costi il foglio mancante. A questo punto, in una scena commovente, il “Piccolo Marat” rivela alla fanciulla la propria identità e le dice di amarla. Poi le confida di aver tolto dalle liste dei condannati il foglio con il nome della madre. Torna a casa l'Orco, ubriaco e sale in camera. In attesa che egli si addormenti, il Principino abbraccia Martella: la fanciulla gli ha giurato fedeltà. ATTO TERZOAiutato da Martella, il Principino lega l'Orco al letto, mentre risuona il canto del cuculo: il segnale convenuto con il Carpentiere. Nel sonno l'Orco si agita delirando: si sveglia, a un tratto, e si accorge con terrore di essere legato. Il Principino gli ordina di firmare l'ordine di liberazione della detenuta De Fleury, di suo figlio, di Mariella Bologny e del barcaiolo. Di nuovo si leva il canto del cuculo: Mariella e il Principino stanno per uscire, con in mano l'ordine firmato, quando l'Orco riesce ad afferrare una pistola. Spara, ferisce il Principino il quale supplica la fanciulla di fuggire con il salvacon-otto. Poco dopo entra il Carpentiere e vede l'Orco nel momento in cui sta per afferrare la spada deciso a finire il Principino: rapidamente gli rovescia addosso la tavola e lo colpisce con un candelabro. L'Orco cade: il Carpentiere rassicura il giovane sulla sorte della madre e di Mariella, poi se lo carica cautamente sulle spalle ed esce. Si vede passare sul fiume la vela bianca della salvezza.
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