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"GUGLIELMO RATCLIFF" Tragedia in quattro atti di H. Heine - Traduzione di A. Maffei (Ediz.Sonzogno)
Prima rappresentazione, Milano: Teatro La Scala 16/02/1895
ATTO PRIMO Siamo nel castello del feudatario Mac Gregor. la cui figlia Maria sta per andare sposa al Conte Douglas. Margherita, nutrice della fanciulla, va canticchiando una strana canzone di sangue. Douglas racconta alla fidanzata di essere stato assalito dai ladri, e che ebbe salva la vita per l'intervento di un cavaliere che non volle dire il suo nome. La giovane sviene, perché altri due suoi fidanzati vennero uccisi alla vigilia delle nozze. Fu un certo Guglielmo Ratcliff a restituire alla ragazza l'anello dei suoi promessi. Douglas sospetta che anche egli sarà sfidato, e infatti poco dopo, Lesley, amico di Ratcliff, porta a lui l'invito a trovarsi nella notte al Negro Sasso. ATTO SECONDOCi troviamo in una taverna di ladri, dove Ratcliff attende il ritorno del messaggero mandato a Douglas. Esso viene e annunzia che il conte ha accettato il convegno. Poi chiede al suo amico perché detesti tanto Douglas. Guglielmo allora gli narra che egli vide in sonno la giovane Maria e se ne innamorò, ma questa incontrandolo lo respinse subito. E ripete all'amico: «per Dio giurai, per le posse del ciclo e dell'inferno, e posi al giuramento il suggel d'una orribile bestemmia: cadrà sotto il mio ferro ogni uom che osasse fidanzarsi a Maria. Segreta voce in me l'ha proferita e cieco io seguo di questa oscura possa il cenno arcano». Tuttora ossessionato dalla visione di due spettri che si tendono le braccia senza raggiungersi, si avvia con l'amico al Negro Sasso. ATTO TERZOEd eccoci al Negro Sasso, ove due croci ricordano i predecessori di Douglas. Questi riconosce in Guglielmo chi lo salvò dai ladroni. Saputa la sua vera identità, Ratcliff lo sfida subito. Il giovane conte sta per essere vinto; invoca allora gli spiriti di Mac Donaldo e di Duncano i quali combattono per lui. Ratcliff è atterrato ma Douglas gli fa grazia della vita avendo l'altro salvata la sua. Il gesto generoso non ha l'effetto di far mutar parere a Ratcliff, che nel delirio della passione per Maria grida: «Rapirla io debbo? Inchini la fronte tu? Sia! Sia! Ferrea è la tempra del mio volere, e più di quel divino, più di quello infernale, onnipossente». ATTO QUARTOSiamo in una camera illuminata nel castello di Mac Gregor. La nutrice racconta a Maria la paurosa storia della famiglia: Elisa, madre di Maria, fu innamoratissima di Edvardo Ratcliff, padre di Guglielmo, ma lo respinse perché egli cantava una strana canzone di sangue. Edvardo sposò allora un'altra donna, ma non seppe staccarsi dal castello ove Elisa viveva con lo sposo Mac Gregor, che, ingelosito, uccise un giorno Edvardo. Il racconto è a questo punto, quando irrompe Guglielmo, in cui Margherita crede di ravvisare Edvardo. Non riporta, stavolta l'anello del rivale ma è, anzi, gravemente ferito. Maria lo benda lacerando il velo nuziale. Ratcliff sente una voce ignota che lo consiglia di uccidere Maria, prima che sia d'altro. La ragazza fugge nella stanza interna dove è inseguita e raggiunta da Ratcliff. Margherita riprende la sua canzone, e i due fantasmi appaiono una volta ancora. Accorre Mac Gregor ed è trafitto da Ratcliff, che vendica l'uccisione del padre mentre Douglas, che è sopraggiunto nel frattempo, scorge i cadaveri di Guglielmo e di Maria, simili a quelli di Edvardo e di Elisa.
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